Come scegliere i tessuti per una camicia su misura

Anche se avete pagato la vostra camicia cara, non significa che quando la indosserete vi cadrà a pennello. Infatti quasi tutte le camicie standard, anche se delle migliori marche, non sempre si adattano in maniera perfetta ad ogni uomo. Questo perché le industrie non considerano che due uomini che hanno la stessa misura del colletto, possono avere invece misure diverse per le spalle, per la vita, per le maniche, eccetera. Quindi una camicia standard anche se va bene sul colletto, però può avere le maniche corte o lunghe, può essere di spalle strette o larghe, insomma non adatta a voi. Quindi per evitare tutto ciò e poter indossare una camicia adatta alla vostra struttura fisica, dovete ricorrere ad
 una camicia su misura, fatta direttamente con le vostre misure.Sarete voi stessi a scegliere il modello e il tipo di tessuto, della vostra camicia su misura, se non avete la minima idea di quale tessuto scegliere, qui di seguito dei consigli utili su quale scegliere.Se volete un tessuto che si possa indossare per tutte le stagioni, potete scegliere il popeline, il tessuto liscio per eccellenza, il fil à fil che è più reticolato e se dovete usare la camicia solo come sottogiacca, va bene il voilè che è più leggero.I tessuti adatti per la stagione invernale sono quelli di Oxford tipico tessuto anglosassone, riconoscibile per la trama incrociata, di twill caratterizzato per la sua armatura diagonale e di cotone.Invece per la stagione estiva i tessuti che potete scegliere sono quelli di linomisto linogiro inglese un intreccio di due tessuti che donano l’aspetto di un nido d’ape ed il voile un morbido tessuto, 100% cotone.
Se invece volete una camicia elegante, il tessuto adatto è sicuramente il piquè, un tessuto di cotone bianco con dei piccoli motivi in rilievo, come quadrati, rombi e puntolini. Per essere più eleganti scegliete quelli con il titolo da 140/2 a 240/2, che garantiscono il prestigio del tessuto.
Il titolo è un dato che esprime la finezza del tessuto ed è un parametro, che incide tantissimo sul suo costo.
Oltre alle specifiche tecniche del tessuto, dovete considerare due fattori estremamente soggettivi e cioè quelliclimatici e quelli personali.
Infatti per quanto riguarda il fattore climatico, per scegliere il tessuto della camicia, dovete considerare le temperature e l’umidità del territorio, dell’ufficio, della casa, del negozio, eccetera.
Invece per quanto riguarda il fattore personale dovete considerare la vostra sensibilità al contatto con la stoffa della camicia ed anche alla sensibilità del corpo in base alle temperature esterne, cioè se siete delle persone che sentite sempre freddo, oppure no.
Ad esempio un tessuto Voilè, adatto per le stagioni estive e per le zone calde, chi non soffre con le temperature fredde, o per chi lavora in ambienti climatizzati, può benissimo indossarlo anche nella stagione invernale.
Se preferite invece i tessuti di flanella, sappiate che sono poco indicati per chi ha una barba particolarmente folta e rigida, perché può rovinare velocemente il colletto della camicia, con lo sfregamento della barba. In questo caso per chi ha una barba sono indicati i tessuti di Popeline, con una grammatura più elevata.
La grammatura è un altro fattore importante da considerare, quando si sceglie un tessuto. La grammatura non è altro che il peso del tessuto indicato per metro lineare di stoffa.
Per concludere per avere un’ottima camicia su misura, dopo avervi fatto prendere le vostre misure dal sarto, scegliete attentamente il tessuto, tenendo conto di quello scritto in precedenza, sui diversi tipi di tessuto che ci sono in commercio.

TIPI DI TESSUTO

Non è sempre facile scegliere quale tessuto sia più adatto alle nostre esigenze, anche perché prima di sciogliere, bisogna sapere quali sono le diversità di tutti i tessuti.L’armatura non è altro che il modo di intrecciarsi dei fili di ordito con quelli della trama e questo determina il tipo di tessuto.
  • Batista: un tessuto di cotone fine quasi trasparente, oppure di lino. Viene usato di solito per confezionare camicie, biancheria e fazzoletti. Il nome deriva dal suo primo produttore Baptiste De Cambrai, vissuto nel XIII secolo;
  • Chambray: è un tessuto in puro cotone. La sua caratteristica è l’armatura a tela, con dei fili colorati in ordito e con dei fili bianchi in trama, che formano un motivo a scacchi piccolo, oppure a righe. E’ un tessuto morbido, cascante e fresco, adatto soprattutto per le confezioni di abiti, camicie e bluse.
  • Cotone: viene ricavato dai peli che rivestono i semi della pianta di cotone ed è anche la più diffusa fibra tessile vegetale. Ci sono diverse qualità di cotone, in base alla sua provenienza, quello più pregiato è il Sea Island, dalla lunga fibra setosa, che viene usato per confezioni molto raffinate. Quello egiziano chiamato Moho, oppureJumel è caratterizzato da delle sfumature di un colore che vanno dal giallo al bruno, quello americano chiamato Upland è a fibra corta e prende il nome della sua provenienza, come Texas, Georgia, Orleans e Mississipi.
  • Doppio ritorto: questo tessuto viene ricavato da un batuffolo di cotone che viene trattato con appositi macchinari, per dividere la fibra di cotone, dalle impurità. Dopo questo processo si ottiene un filo di cotone che viene ritorto su se stesso e dopo viene ritorto una seconda volta, ecco perché si dice doppio ritorto. Questo trattamento dona al tessuto una maggiore resistenza ed una straordinaria setosità, quindi una maggiore qualità.
  • Fil-à-Fil: significa letteralmente “filo a filo” ed è un tessuto leggero, di solito in cotone, con l’ordito formato alternativamente da un filo colorato ed un filo bianco. L’effetto finale è con fini costine trasversali di colori alternati. Si adatta a delle camicie sportive ed anche a quelle formali.
  • Giro Inglese: questo tessuto si ottiene con due orditi, uno tradizionale dritto e l’altro invece alterna la sua posizione a destra e dopo a sinistra del primo, donandogli in questa maniera un aspetto a nido d’ape. E’ un tessuto molto leggero, trasparente e solido. Un tessuto pregiato che si usa soprattutto in camiceria.
  • Lino: è una fibra naturale tra le più lunghe ed ha un alta resistenza ai lavaggi ed all’usura. Ha un aspetto brillante, al tatto risulta un po’ ruvido e si stropiccia facilmente. Nella stagione estiva, si indossa con piacere, perché è uno dei tessuti più freschi, in commercio.
  • Mouche: letteralmente questa parola significa “mosca”. E’ un triangolino di stoffa che viene applicato come rinforzo, nell’unione del davanti con il dietro della camicia, sul fondo.
  • Ordito: è l’unione di fili che messi insieme a quelli della trama, formano il tessuto.
  • Oxford: è un tessuto adatto a delle camicie sportive (specialmente button down)ma anche per quelle formali. Il nome deriva dalla cittadina inglese di Oxford, dove per la prima volta ci fu la produzione di camicie di tipo Oxford. Un tessuto in puro cotone, dove l’intreccio tra la trama bianca e l’ordito di un altro colore, formano un disegno a minuscoli quadratini.
  • Pied-De-Poule: letteralmente significa “zampa di gallina”. E’ un tessuto a navetta con effetto di colore, ottenuto all’uso di filati in colore contrastanti, in modo da formare un caratteristico disegno a forma di una zampa di gallina. Si ottiene con armatura a tela, oppure a batavia, alternato 4 fili scuri e 4 fili chiari, questo intreccio forma dei quadretti scuri e chiari, che si alternano tra di loro.
  • Pin-Point: letteralmente significa “punta a spillo” è un tessuto che deriva dall’oxford, infatti rappresenta la sua variante pregiata ed elegante. Ottenuto con filati di cotone, pur avendo una trama molto battuta con un effetto granulare è un tessuto compatto e morbido. Adatto soprattutto per le camicie sia formali, sia sportive.
  • Piquet: un tessuto in cotone di solito bianco, oppure chiaro, caratterizzato da una superficie a rilievo, che forma delle piccole coste.
  • Pinces: queste sono delle piccole pieghe che vengono fatte per riprendere l’ampiezza del tessuto. Sulla camicia di solito vengono applicate sul dietro.
  • Pochette: un termine francese che indica il fazzoletto da mettere all’interno del taschino della giacca. Di solito si usa bianco, oppure dello stesso colore della camicia.
  • Polsino: una fascia di stoppa dove viene ripresa l’ampiezza della manica della camicia, all’altezza del polso e viene chiusa con dei gemelli, oppure con dei bottoni.
  • Popeline: è un tessuto che viene fabbricato con diversi filati, ma di solito viene fatto di cotone di mano asciutta e fresca, lucido, compatto e morbido. Tipico tessuto che si usa per una camicia formale.
  • Principe Di Galles: un famosissimo tessuto pettinato e cardato, dal disegno scozzese a quadri piccoli messi all’interno di quadrati più grossi, con l’aggiunta di tante varianti che vanno dalla combinazione millerighe con effetto a peid de poule, o effetto a stella, oppure a grisaglia con disegno damier. I filati che si usano sono principalmente bianchi e neri, o bianchi e marroni con l’aggiunta del rosso, o del blu. Il risultato è un effetto sportivo, ma nello stesso tempo elegante.
  • Royal Oxford: un tessuto nato alla fine del XIX secolo, in Inghilterra ed è una versione regale del tessuto Oxford. Infatti è più rasato e risulta molto morbido e lucente.
  • Sea Island: l’originale cotone Sea Island nasce solo in determinate condizioni climatiche, viene infatti coltivato solo nelle isole Britanniche delle Indie Occidentali, nei Caraibi. Questo cotone viene raccolto completamente a mano, per non rischiare di rovinarlo, perché raro e molto prezioso. Le fibre sono molto fini e sono caratterizzate dalla loro purezza e per essere resistenti allo strappo. Vengono fatti dei controlli, per garantire la purezza al 100%, di questa materia davvero preziosa e l’organizzazione WISICA, controlla ogni KG di cotone e rilascia ilCertificato di Autenticità. Grazie a tutto questo si ottiene un tessuto morbido come cashmere, con una pelosità minima, ma nello stesso tempo resistente al lavaggio.
  • Spinato: un disegno ottenuto con i tessuti pettinati, o cardati, fabbricati su un armatura a saia, invertendo la direzione delle diagonali, in modo da ottenere una forma a lisca di pesce, o una forma a spina di grano.
  • Stretch: un termine anglosassone che nel campo tessile, si indica l’elasticità di una fibra, di un tessuto, o di un filato.
  • Tela: l’armatura a “tela” è la più semplice, infatti ogni singolo filo della trama, passa in maniera alterna sopra e sotto, ad ogni filo dell’ordito. Le tele sono usate di solito per delle stoffe leggere ed estive e sono molto resistenti.  Possono essere i fili della trama dello stesso colore, o di due colori diversi.
  • Trama: la trama sta ad indicare il complesso di fili con un andamento orizzontale, che si intreccia all’ordito nella tessitura.
  • Twill: sono tessuti ad armatura a levantina, o a saia, caratterizzati da fini coste diagonali e da un ottima elasticità. Non si stropiccia facilmente e non è adatto per le stagioni calde.
  • Voile: significa “velo” e si ottiene usando filati molto sottili e ritorti con un’armatura a tela. Un tessuto molto fresco e trasparente, adatto per camicie estive, in tinta unita.
  • Zephir: ottenuto da un armatura a tela con più fili di ordito, rispetto alla trama e disposti in modo non compatto, questo rende il tessuto molto prezioso, Adatto soprattutto per la stagione estiva.

Come adattare una cravatta su una camicia su misura e come fare il nodo.

L’eleganza e lo stile di un uomo, si nota in particolar modo nei piccoli particolari, nell’originalità, negli accostamenti di colore e nella fantasia dei contrasti. Per chi ama farsi notare attraverso i piccoli dettagli, cercando di creare il proprio stile e la propria eleganza, dovete scegliere in maniera accurata una cravatta, che si adatti in maniera perfetta alla vostra camicia su misura.
Dico camicia su misura, perché l’originalità, l’eleganza e lo stile, si nota anche indossando non le solite camicie standard, ma indossando camicie su misura, uniche e che si adattano perfettamente al proprio fisico.
Ritornando alla cravatta, per l’abbigliamento dell’uomo è un accessorio che non deve mai mancare, perché sinonimo di un contesto eleganza e formale, ma anche con tante varianti per adattarle a qualsiasi situazione, anche sportive.
Quando si acquista una cravatta, per riconoscere la qualità si deve notare la tipologia della seta utilizzata per il rivestimento esterno, lo scheletro interno e come viene confezionata. Infatti una cravatta scarsa si riconosce subito perché tende a girarsi, non rimane stesa quando si indossa, risulta spessa al tatto, o troppo sottile, il nodo si scioglie facilmente e si creano dei pelucchi sulla pala.
La cravatta può essere confezionata a mano o a macchina, con il filo di chiusura a vista, fatto a punto croce, altro dettaglio che contraddistingue una cravatta di ottima qualità, con una scarsa è l’utilizzo della stessa seta anche nella parte posteriore, al posto della federa.
Lo scheletro interno dove viene cucita la seta che lo riveste, deve essere di lana e non sintetico, infatti utilizzando la migliore lana, questa dona alla struttura della cravatta una maggiore tenuta della pala e del nodo. Utilizzando materiale sintetico nello scheletro, si creano delle onde sulla pala, la cravatta tende sempre a girare e non rimane ben stesa.
Dopo aver capito come scegliere un’ottima cravatta, dovete riuscire ad abbinarla alla vostra camicia su misura.
Se la tua camicia su misura è liscia, puoi optare per due scelte, indossare una cravatta in sintonia con il colore della camicia, oppure puoi indossare una cravatta con il colore opposto e intenso,della camicia su misura.
Se la camicia su misura è a scacchi, puoi indossare una cravatta con degli scacchi più grandi, se invece la camicia su misura è a righe, puoi indossare la cravatta a righe spesse.
Per abbinare i colori esistono due modi, o indossando una cravatta con lo stesso tono della camicia su misura, oppure indossare una cravatta con un tono di contrasto.
Qui di seguito qualche esempio pratico, dei colori da abbinare:
  • Cravatta nera, indossarla con una camicia su misura bianca;
  • Cravatta blu, indossarla con una camicia su misura blu con gli stessi toni, o più chiara;
  • Cravatta gialla, indossarla con una camicia su misura blu tinta unita, o a righe blu navy;
  • Cravatta rossa, arancio, viola o bordeaux, indossarla su una camicia su misura bianca;
  • Cravatta verde, indossarla con una camicia su misura verde più chiaro, rossa, nera, o bianca.
Per quanto riguarda il nodo della cravatta, ne esistono di diversi tipi, innanzitutto il nodo deve corrispondere al colletto della camicia su misura.
Ad esempio dei nodi grandi, vanno usati con dei piccoli collari, e viceversa dei nodi piccoli, vanno in collari grandi.
Per fare il nodo classico o semplice:
  1. Alzate il collo della camicia su misura, abbottonate l’ultimo bottone e sistemate la cravatta;
  2. Prendete la parte larga e portatela sulla sinistra, sopra il lato stretto incrociandole;
  3. Avvolgete la parte larga, intorno alla parte stretta in modo che ritorni sulla sinistra;
  4. Riportate la parte più larga sulla parte più stretta, in modo da averla sulla destra;
  5. Fate adesso passare la parte più larga, verso l’alto sotto la cravatta e fate scivolare la parte più larga nell’anello;
  6. Tirare delicatamente la parte più lunga, in modo da stringere il nodo, dopo fatelo risalire fino all’ultimo bottone della camicia.
Adesso il nodo è fatto, dovete solo controllare che la parte più piccola non si veda e che la parte più grande, scenda fino all’altezza della cintura.
Per fare il nodo Kent, o piccolo nodo:
  1. Fate lo stesso procedimento come per il nodo semplice, la parte più larga deve rimanere sulla sinistra e deve essere più lunga della parte più stretta. La parte più larga dovrete girarla circa 180°, perché si devono vedere le cuciture;
  2. La parte più stretta mettetela sotto la parte più larga;
  3. Ora fate un nodo verso l’interno con la parte più larga e tenendo fermo l’anello che si è creato, fate passare la parte larga, al di sotto e verso l’alto;
  4. Cercate di eliminare le pieghe e fate passare la parte larga nell’anello;
  5. Adesso aggiustate il nodo e fatelo risalire verso il collo.
Per un’ottima riuscita del nodo, l’ultimo bottone della camicia su misura e la parte più stretta della cravatta, non devono essere visibili.

Le origini della camicia

La camicia è uno degli indumenti più antichi, che nel corso dei secoli ha subito diversi cambiamenti, ma è sempre rimasta uguale, per quanto riguarda l’importanza del guardaroba maschile.
La camicia era nota sin dai tempi della tarda romanità, ovviamente non era come la intendiamo noi, infatti era fatta di bisso o di lino, molto lunga e si portava solo sotto la tunica.
La camicia in antichità aveva diversi scopi, come quella di essere indossata durante il bagno, quello di dividere la pelle del corpo dagli indumenti di tessuto pesante, oppure quello di fare da barriera contro epidermidi poco pulite.
Nel Medioevo invece i cavalieri usavano quelle ricamate dalle loro dame, come segno d’amore, oppure venivano usate come strumento di tortura, inzuppate di zolfo venivano fatte indossare ai condannati al rogo.
Quando verso la fine del 600 fu ornata di pizzi, divenne uno status simbol che divideva l’aristocrazia dalla plebe, ad esempio la camicia bianca veniva usata solo dai nobili, perché non lavorando non rischiavano di intaccarne il candore del colore. Da qui nasce il detto “colletti bianchi”, usato per indicare i classici impiegati d’ufficio, che sono sempre in giacca, camicia e cravatta.
Nel periodo del barocco la camicia diventò ancora più importante nell’abbigliamento maschile, grazie all’invenzione della cravatta, che inizialmente era una semplice striscia di cotone di lino bianco, che veniva fatta girare intorno al collo e lasciata cadere sul torace.
Fino al 1900 la camicia era staccata dal colletto e dai polsini, il collo vero e proprio della camicia era verticale e corto, noto adesso come colletto alla coreana. Con l’entrata del costume borghese del 1800, si capì l’importanza del colletto che doveva essere rigido, alto, inamidato, bianco e racchiuso dal nodo impeccabile della cravatta. I polsini anch’essi erano inamidati e chiusi da gemelli, inoltre per accentuare la rigidità della camicia, che era molto lunga e quindi poteva creare delle antipatiche pieghe, inventarono anche i davanti in celluloide, che davano all’uomo l’aspetto di un pinguino.
Verso il 1860 iniziarono a cucire camicie colorate, inizialmente usate solo per l’abbigliamento da girono, mentre per quello da sera si usavano sempre delle camicie bianche.
Nella seconda metà del secolo con il diffondersi dello sport, la camicia ebbe delle grandi novità, come ad esempio il colletto non più rigido, ma floscio ed attaccato e diventò anche camicia sportiva di flanella o di jeans, portata anche senza la giacca. Inizialmente questo tipo di camicia era usata come una divisa da lavoro, ma in seguito i giovani l’adottarono come segno di protesta.
Negli anni venti fu inventata la camicia button down, aveva il collo fermato sul davanti da due bottoncini, (diventata adesso un classico della moda) e per evitare arricciature quando si indossava anche la cravatta, si usavano le apposite stecche.
La camicia andando avanti nei secoli, oltre ad essere un accessorio dell’abbigliamento maschile, fu adottata anche come segno di appartenenza politica, come ad esempio le camicie rosse dei Garibaldini, le camicie nere dei fascisti, le camicie brune dei nazisti e quelle più recenti le camicie verdi dei padani.
Nata inizialmente nella produzione di camicie per donna, ma ben presto decisero di produrre anche camicie classiche per uomo, cercando di soddisfare le diverse esigenze di ogni cliente.
Proprio per questo per riuscire a soddisfare in tutto e per tutto i clienti, l’azienda decide di confezionare “camicie su misura”.
In questa maniera l’azienda avendo un rapporto diretto con il proprio cliente, evita il classico passaggio di grossisti e negozi, garantendo quindi un ottimo prezzo, ma mantenendo alta la qualità delle camicie su misura.

Perché indossare solo camicie su misura

Dedicare del tempo per stesso, nella scelta accurata del vestiario, significa recuperare il piacere di vestirsi in maniera dettagliata ed accurata. Un dettaglio obbligatorio è indossare una camicia su misura, una tradizione che sembra appartenere ad un tempo ormai lontano, quando l’uomo dedicava del tempo per far rispecchiare nel modo di vestire il proprio essere, indossando solo vestiti e camicie su misura.
Infatti chi oggi indossa camicie su misura è un uomo che corrisponde ad un determinato modo di essere. Farsi fare delle camicie su misura è un’esperienza fuori dal comune e come se si ritornasse indietro nel tempo. Dover scegliere insieme al sarto il modello, il tessuto, la foggia dei colletti e dei polsini, farsi prendere le misure, con dei gesti lenti e precisi è un viaggio indietro nel tempo, dove si ritorna con una camicia veramente unica.
L’accurata scelta dei tessuti e dei colori da abbinare, l’ascoltare i consigli utili del sarto, proporre dei modelli, crea un rapporto diretto ed intimo tra voi ed il sarto, come nella classica tradizione antica.
Lasciatevi quindi cullare quando il sarto incomincerà a prendere le vostre misure, partendo dalla circonferenza del vostro collo, direttamente sulla pelle subito sotto il pomo d’Adamo, lasciando lo spazio necessario di un dito.
Dopo vi prenderà la misura della larghezza delle spalle, facendo scorrere il metro in corrispondenza delle due estremità, poi prenderà la circonferenza della parte alta del torace, facendo passare il metro sottobraccio.
Passerà al punto vita, prendendo la circonferenza all’altezza dei fianchi, qualche centimetro sopra alla cintura, dopo vi farà piegare il braccio in avanti di circa 90° e partendo dall’estremità della spalla, farà scorrere il metro lungo la parte esterna del braccio, fino al gomito e proseguendo fino all’estremità del polso. Arrivato al polso, prenderà direttamente sulla pelle, la sua circonferenza ed infine prenderà la circonferenza del vostro bacino, qualche centimetro sotto la cintura.
Con le misure prese, il sarto inizierà a realizzare il cartamodello, che servirà per cucire la camicia su misura, questo cartamodello il sarto lo conserverà con il vostro nome, per realizzare tutte le camicie che vorrete.
Quindi concludendo, quando qualcuno vi domanderà, perché si deve scegliere di indossare una camicia su misura, la risposta che dovrete dare è molto semplice.
Si sceglie di indossare una camicia su misura, per distinguersi , per farsi coccolare e per fare un tuffo indietro nel tempo.
Infatti per l’uomo che sceglie di affidarsi alle mani di un buon sarto, per farsi confezionare una camicia su misura, significa riuscire ad apprezzare il gusto della tradizione antica e sapere riconoscere il vero valore del sapersi vestire bene.
Scoprire il piacere di indossare una camicia tagliata e cucita esclusivamente solo per te, realizzata con un tuo gusto personale è un’esperienza davvero unica e che sicuramente non lascerai mai più.
Dopo aver indossato la vostra prima camicie su misura, capirete subito che  non bisogna farlo solo per delle grandi occasioni, ma bisogna farlo in qualsiasi occasione, perché portare una capo su misura, fa capire agli altri che uomo si ha davanti, un uomo di altri tempi, elegante, deciso e sicuro di ciò che vuole.

Papillon o farfallino in microfibra 100%

Papillon o farfallino in microfibra 100%, con doppia imbottitura che dona corposità e consistenza. Il nodo è normale ed è già fatto, laccetto posteriore regolabile.
La cravatta a farfalla è un accessorio alternativo alla più diffusa cravatta. L'oggetto è anche noto con i seguenti nomi, cravattino, farfallino, farfalla, con termine francese, come papillon,solo per quello nero, da indossare con lo smoking si usa cravatta nera (o, con termine inglese: black tie)
La cravatta a farfalla è in Italia associata strettamente ad un abbigliamento massimamente formale. È considerata un indumento indispensabile nella tenuta a smoking o frac. 


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